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El Salvador e l'opera di p. Ilario Contran

27 febbraio 2025

Nel ricordo di mio zio p. Ilario Contran, ripropongo la visita ai "suoi" luoghi in El Salvador in cui mi sono recato in occasione della beatificazione di p. Cosma Spessotto nel gennaio 2022:
la visita alla Parrocchia di Sant'Antonio de Padua e i saloni da lui predisposti, la clinica dentale, chirurgica e ostetricia...
A Radio Maria di cui è stato direttore.

Un po' della sua storia e alcune foto e video ...

pace e bene!
p. Adriano

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Ultimo saluto a p. Ilario Contran

18 febbraio 2024

Oggi nella parrocchia di Vigorovea sono state celebrate le esequie di p. Ilario Contran. Vi è stata una bella presenza di cittadini che hanno conosciuto p. Ilario, assieme al superiore, a frate Giorgio e agli altri frati ed operatori del Convento di Saccolongo che sono stati molto vicini a p. Ilario nell'ultimo periodo

Durante la Santa Messa p. Adriano ha ricordato i vari passaggi della vita di suo zio p. Ilario, oltre alla sua significativa attività in El Salvador. La funzione è stata concelebrata con don Piero e al parroco don Daniele, con p. Mario, già superiore della Provincia di S. Antonio di Padova che ha avuto modo di conoscere le opere di p. Ilario in El Salvador, poi anche come suo superiore negli ultimi due anni a Motta di Livenza prima che si stabilisse a Saccolongo; altra gradita presenza p. Bruno Miele superiore di p. Adriano presso il convento di Villa Verrucchio a Rimini, anche lui già superiore della Provincia il quale ha avuto modo di conoscere la spiritualità di p. Ilario. 

P. Adriano ha concluso l'omelia "facendo sentire" l'amore che p. Ilario aveva per Maria. Il canto voleva che fosse eseguito durante il suo funerale, una lode a Maria di avere sempre un animo puro e santo come il disegno che Dio ha per ciascuno di noi. Il canto "Quando nell'ombra".

Di seguito alcuni momenti... 

 

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P. Ilario Contran è tornato alla casa del Padre

14 febbraio 2025


Ieri 13 febbraio è mancato Padre Ilario Contran. Ricordandolo nella preghiera, riportiamo un caro saluto dalla Provincia francescana del centro America "Nostra Signora di Guadalupe" e un ricordo di suo nipote Padre Adriano, da un articolo pubblicato in questo sito che ripercorre la sua opera in El Salvador.

Per chi potrà partecipare,
il rito funebre sarà MARTEDI' 18 p.v. presso la Parrocchia di VIGOROVEA (PD).

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Torniamo in Terra Santa!

09 febbraio 2025

Un caro saluto a tutti gli amici di Terra Santa!! Ebbene sì, siamo riusciti a tornare in Terra Santa! Assieme a p. Gianluigi Ameglio Commissario per il Nord Italia e a fr. Matteo Brena, Commissario per la Toscana, siamo arrivati in Terra Santa. Una occasione per un fraterno abbraccio ai frati presenti e rinsaldare il legame di amicizia con le "pietre vive" presenti, interrotto ormai da troppo tempo.

La nostra prima meta di questi giorni è stata Gerusalemme: dopo una passeggiata mattutina per la città, ci siamo recati alla Piscina di Siloe con il tunnel di Ezzechia e successivamente ad incontrare fr. Diego, responsabile del Romitaggio al Getsemani. Poi, Betlemme, per far visita ai frati con fr. Alessandro, responsabile della Casa del Fanciullo e il Centro Giovanile di Betlemme dove ci siamo incontrati con il viceparroco. Ultima sosta alla Casa dei Magi e la nova Guesthouse dell'ATS.

Sabato siamo stati a Kursi e al sito di Hippos, aperto da due anni... e sul lago di Tiberiade Condivo con voi tutti alcune foto e momenti assieme.

Buona domenica!
pace e bene
p. Adriano

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Fiesso d'Artico: serata pro Custodia di Terra Santa

21 gennaio 2025

Si è tenuto ieri sera presso la parrocchia Santissima Trinità di Fiesso d'Artico (PD) un incontro pro Custodia di Terra Santa grazie al desiderio del parroco don Massimo che prontamente ha promosso una serata per la Terra Santa facendo seguito alla proposta di p. Adriano, vice Commissario di Terra Santa per il Nord Italia. Vi è stata una bella partecipazione, molti venuti con il desiderio di capire concretamente cosa è successo in quei luoghi già visti in pellegrinaggio, altri col desiderio di poter andarci quanto prima.

"Tra sofferenza e Speranza: aiutiamo i cristiani di Terra Santa", questo il filo conduttore della serata nella quale P. Adriano, ha presentato la situazione attuale dei luoghi santi, raccontato come procede la vita quotidiana della popolazione con le difficoltà di ogni giorno, dalla coabitazione sempre più difficile, alla fatica nel trovare lavoro, al desiderio di superare lo stress e riscontrare quanto questo sia difficile. E tra loro i frati che con la opera propongono parole di conforto, aiuto concreto e sostegno.

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Approfondimenti

19 luglio 2020


Di tanti costruzioni a somiglianza dell'edicola di Gerusalemme che sono sparse per il mondo, raccontiamo oggi di quella che era presente a Villanova di Camposampiero di cui a ricordo è rimasta “l’antica Sagra del Santo Sepolcro”, che si tiene a fine agosto - inizio settembre… qualche mostra, o qualche immagine d'epoca, potrà far rivivere la storia di questo edificio che venne demolito nel 1957 a seguito della costruzione della nuova chiesa.

Vogliamo comunque aprire una parentesi al riguardo, così visitando il paese (magari durante la sagra!) potremo far tappa alla chiesa di San Prosdocimo oltre Brenta e alla chiesa di Murelle e far memoria di dove era situato l’edificio del Santo Sepolcro.

Un po’ di storia: Villanova trova le sue origini all'inizio del medioevo, quando cominciarono a formarsi dei piccoli insediamenti rurali raccolti attorno alle chiese più importanti, le pievi. La stessa pieve di San Prosdocimo potrebbe essere precedente all'epoca longobarda. Il paese è citato per la prima volta nel 1109, quando Matilde di Canossa restituì al vescovo di Ferrara Landolfo delle proprietà situate nel Padovano.

"Ma è con la famiglia Ruzzini che inizia la nostra storia… Il più importante della famiglia è stato senza dubbio Marco Ruzzini di Domenico, il cui figlio Carlo divenne doge nel 1732, all’età di 79 anni, coprendo la carica fino alla morte avvenuta il 5 gennaio 1736. Marco Ruzzini era stato eletto procuratore di San Marco “de supra”, la carica vitalizia della Repubblica Veneta più prestigiosa dopo quella del doge. La famiglia Ruzzini apparteneva al patriziato veneto da vecchia data (prima col cognome Reggini, in un atto dell’anno 982 e poi Ruzzini nel 1198). Come classe interna, poi, apparteneva alla terza categoria, cioè a quella delle famiglie venute da Costantinopoli dopo la quinta crociata del 1229.

Il Ruzzini che conosceremo meglio è Girolamo Ruzzini di Francesco che edificò “Il sacello del Santo Sepolcro di Nostro Signore”. Girolamo possedeva circa 43 campi a Villanova e 38 a Murelle. L'appezzamento più esteso era costituito dalla particella della Pieve di San Prosdocimo, comprendente l’attuale piazza, l’area antistante la chiesa e la canonica attuale e l’area a nord della chiesa dove sorgeva il suo palazzo oltre alla chiesa e l’oratorio del Santo Sepolcro.

Se il citato procuratore di Venezia Marco Ruzzini legò la sua storia a Villanova per Villa Ruzzini che ora è la sede municipale, Girolamo, invece, creò legami con accenti più religiosi. I Ruzzini erano amici di famiglia dei Barbarigo e i Ruzzini di Villanova lo erano in particolare di San Gregorio Barbarigo, cardinale e vescovo di Padova dal 1664 al 1679. Girolamo era stato ambasciatore di Venezia nell'oriente e, da buon cristiano, aveva visitato i luoghi santi. Tornato, volle costruire a Villanova un oratorio intitolato al “Santo Sepolcro di Nostro Signore”. Prese, perciò, accordi con il vescovo e con l’arciprete per avere in concessione un pezzetto di terreno adiacente al cimitero per poterlo costruire. Era il 1678.

Il 13 giugno 1680 il vescovo cominciò la seconda visita pastorale al vicariato di Villanova, alloggiando, come di consueto, presso la villa di Marco Ruzzini. Nei verbali allegati agli atti della visita risulta che mercoledì 19 giugno, dopo aver visitato la chiesa della SS.ma Trinità di Codiverno, il Barbarigo eseguì il sopralluogo sul posto dove doveva sorgere l’oratorio: «Ritrovandosi noi in Visita Pastorale nella Vicaria di Villanova, ed havendo visitato il sito ove il Nobil'Homo Nobile Girolamo Ruzzini Patrizio Veneto intende fabricare un Oratorio publico, sive chiesola, sotto il titolo del Santo Sepolcro di Nostro Signore…» e prosegue dicendo che il Barbarigo trovò il luogo adatto allo scopo perché non recava pregiudizio alla chiesa parrocchiale, era adiacente al cimitero, vicino alla strada e al fosso. Concedeva, perciò, a Girolamo Ruzzini l’autorizzazione a far costruire l’oratorio riservandosi la facoltà di visitarlo nuovamente e benedire e «… nel medesimo poner la prima pietra fondamentale…»

Girolamo Ruzzini non perse tempo e diede inizio immediatamente alla costruzione ed il 22 giugno 1680 si procedette alla posa della prima pietra. Girolamo Ruzzini morì nel 1684. Due anni dopo venne redatto il “Catasticho” e nella particella della Pieve di San Prosdocimo, l’oratorio del Santo Sepolcro appare chiaramente, a sud della chiesa. Della consacrazione e dell’inaugurazione dell’oratorio del Santo Sepolcro, avvenute nello stesso 1680, resta una lapide che stava sopra la porta di ingresso e che ora è conservata nella chiesa. E resta la sagra… Le “sagre” sono feste solenni per commemorare il santo patrono o la fondazione e consacrazione di una chiesa o di un altare o di una immagine sacra; durante le sagre, accanto alle manifestazioni religiose, hanno generalmente luogo la fiera, il mercato e vari festeggiamenti. Come detto, la posa della prima pietra era avvenuta con grande solennità e con grande festa, ricordata e celebrata, in seguito, ogni anno, la prima domenica di settembre, come “Festa del Santo Sepolcro”.

Le campane suonavano a festa tutti i giorni della settimana precedente la festività  ma non con il suono normale bensì “a campanon”: i campanari, cioè, andavano a suonare le campane su sulla cella campanaria, dove c’erano i telai e con delle cordicelle agganciate ai batacchi li tiravano suonando a ritmo, tirando a turno ciascun batacchio… Ne risultava una melodia dolce e allegra. Questo era “fare campanon” ed era bello sentirlo perché preannunciava la sagra. Giungevano ogni anno, poi, gli zingari con i loro carrozzoni e si mettevano dietro la chiesa. Alla domenica la seconda messa, quella “del fanciullo”, veniva celebrata dentro al Sepolcro, con le finestrelle aperte e la gente fuori, all'aperto. Dalla chiesa si portavan fuori le sedie, si sedeva e si ascoltava la messa dal piazzale tra il sepolcro, il campanile e la chiesa.

Il 14 ottobre 1956 fu inaugurata la chiesa nuova. L’oratorio del Santo Sepolcro, minuscola costruzione sovrastata dalla mole imponente della chiesa nuova, sarà demolito intorno alla metà di novembre del 1957 per liberare il sagrato e far posto alla grande folla attesa per la chiusura solenne del Congresso Eucaristico Vicariale."

(fonte per testo ed immagini: "Guida storico-artistica di Villanova di Camposampiero"  - ed. 2013)

Dalle fotografie possiamo cogliere alcune caratteristiche che emergono chiare: la costruzione rassomigliava molto all'edicola posta in Gerusalemme, nella Basilica Resurrectionis: questa misura infatti 8,30 m. di lunghezza e 5,90 m. di larghezza e altrettanti di altezza. Per l'oratorio di Villanova si possono riscontrare le misure a vista, non avendo dati precisi. Qui la facciata era contraddistinta dal frontone che sovrastava la porta di entrata e le due finestre; inoltre la parte anteriore, corrispondere alla cappella dell'Angelo di Gerusalemme (che misura m. 3,40 x 3,90), era più allungata, certamente per dar posto all'altare e ai fedeli.
Nella parte posteriore esterna erano richiamati gli ornamenti ad arco sorretti da pilastrini, il tutto sormontato da una cupoletta sopra un tetto rifinito a coppi. Piace infine immaginare che al suo interno fosse stato ricreato anche il luogo della deposizione di Gesù, magari con la stessa piccola porta alta 1,33 m.

Non resta che aspettare la prossima sagra, sperando che ci sia una mostra fotografica che racconti di più di questo edificio andato perduto.

 

 

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