Il Santo Sepolcro di Bolzano

15 ottobre 2020

Al termine del "lockdown" di inizio anno, abbiamo proposto alcune storie di luoghi dove è riproposto, in modo più o meno fedele, il Santo Sepolcro di Gerusalemme. Purtroppo la situazione in Israele e Palestina continua ad essere difficile e non permette di programmare, nell’immediato, nuovi pellegrinaggi in Terra Santa. I pellegrinaggi, oltre a farci vivere un incontro diretto con Gesù e la sua terra, sono un canale efficace di aiuto e sostentamento per tutte le varie realtà locali.

Prendendo spunto per proporvi un nuovo luogo dove il legame con la Terra Santa è stato creato fisicamente, vogliamo riproporre, come un ideale riassunto, anche i vari articoli precedenti relativi alle rappresentazioni del Santo Sepolcro in Italia.

La nuova "mèta" è la chiesa del Santo Sepolcro a Bolzano, detta anche "del Calvario al Virgolo" (Kalvarienberg in tedesco). E’ stata edificata su una sporgenza rocciosa (detta “del Virgolo”) che  consente di essere vista già in fase di avvicinamento dall’autostrada e si nota da quasi tutte le zone di Bolzano.

E’ una chiesa in stile tardo barocco a pianta ottagonale, la cui costruzione fu promossa da un padre cappuccino, Franz von Seyboltsdorff a seguito della donazione del terreno ove edificarla da parte di Josef Friedrich von Kuepach di Castel Flavon. Fu costruita da due architetti di Bolzano Pietro e Andrea Delai tra il 1683 e il 1684. All’interno una cupola ottagonale sovrasta l’altare e il vicino sepolcro, sullo stile della costruzione di Gerusalemme. Gli affreschi presenti risalgono al 1685 e sono opera di Gabriel Kessler e Johann Hueber; mentre gli stucchi delle volte sono opera di Stefano Conseglio e risalgono al 1698/1700. Sono raffigurate scene di Gesù risorto, come l’incontro con Tommaso, con i discepoli di Emmaus, scene al lago di Genesaret. In quest’ultima è raffigurata sullo sfondo la città di Bolzano, immagine significativa perché rappresenta la città come appariva nel 1680!

La chiesa è stata gravemente danneggiata durante la seconda guerra mondiale e poi ricostruita. Come il percorso di accesso con sette cappelle, restaurato tra il 2015 e il 2016 su impulso della Diocesi di Bolzano.

Il sentiero che conduce alla chiesa è costellato da sette cappelle devozionali a cura di Georg Mayr, con sculture a grandezza d’uomo, raffiguranti Gesù nei momenti antecedenti il suo cammino lungo la via dolorosa: prima della cattura e al Litostroto. La prima cappella raffigura Gesù che saluta Maria, poi al Monte degli Ulivi, a seguire Gesù davanti a Caifa, la derisione di Gesù, la flagellazione, l’incoronazione di spine e il cammino verso il Golgota portando la croce. Il percorso termina alla chiesa con la scena della crocifissione. All'interno della chiesa dietro l’altare vi è la riproduzione fedele del Santo Sepolcro: la prima stanza è la riproduzione della cappella dell’Angelo, ove appare alle pie donne, la seconda il sepolcro vero e proprio.

Come abbiamo visto, molte riproduzioni sono frutto della voglia dei pellegrini di ritorno dalla Terra Santa di rendere tangibile l’esperienza vissuta nei luoghi santi e far così partecipare anche coloro che non si sarebbero mai potuti recare in pellegrinaggio. Così fecero anche alcuni cittadini di Bolzano al loro ritorno dalla Terra Santa: "erigere assieme in santo zelo una cappella del S. Sepolcro nella stessa forma presente a Gerusalemme".


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