Luoghi di Terra Santa: Bet Shean

01 agosto 2017

I pellegrinaggi in Terra Santa hanno delle tappe consolidate: Nazaret, Betlemme, Gerusalemme, Tiberiade, Emmaus… i luoghi significativi che hanno visto compiersi la storia di Gesù Cristo.

Vi sono poi tappe intermedie che variano in base all'organizzazione e pertanto non sempre diventano meta di pellegrinaggio. Vogliamo allora recarci idealmente in questi luoghi per scoprirne la storia e il loro passato.

Iniziamo il nostro itinerario partendo da un’antica città dal passato glorioso:     
Bet-Shan   o    Bet Shean.

Ci troviamo a nord in Galilea ai confini con la Samaria. L’antica città sorgeva sul Tel Al-Hoson (Tel = cumulo collinare), a sud del lago di Tiberiade in una zona strategica e molto fertile tra la valle del fiume Harod e quella del fiume Giordano, che spinse gli antichi saggi ebrei a dire: “"Se il Giardino dell'Eden è nella terra d'Israele, allora il suo cancello è Beth-Shean".

Le prime tracce sembrano risalire al 3500 a.C.. Fu occupata dagli egiziani dal 1480 a.C. con Tutmosis III fino al 1194 a.C. (Ramses III). Il suo nome è ricordato negli elenchi a Karnak e nelle lettere di El-Amarna. Durante questo tempo la parte superiore del Tel ospitava un tempio.

Successivamente divenne una città cananea. La sua prima menzione nella Bibbia è nei Giudici 1:27: Beit Shean è menzionata come appartenente all'area conquistata della tribù israelita di Manasse. In realtà gli israeliti non sarebbero stati in grado di poter conquistare una città fortificata di pietra con i mezzi a loro disposizione in quel periodo. Avrebbero incontrato le forze dei cananei attrezzate con i carri mentre gli israeliti combattevano ancora a piedi. Infatti il passo dei Giudici spiega chiaramente l’intento israelita, ma alla fine “i Cananei continuarono ad abitare in quel paese.”

Giudici 1,27-29: 27 Manàsse non scacciò gli abitanti di Beisan e delle sue dipendenze, né quelli di Taanach e delle sue dipendenze, né quelli di Dor e delle sue dipendenze, né quelli d'Ibleam e delle sue dipendenze, né quelli di Meghiddo e delle sue dipendenze;. 28 Quando Israele divenne più forte, costrinse ai lavori forzati i Cananei, ma non li scacciò del tutto. 29 Nemmeno Efraim scacciò i Cananei, che abitavano a Ghezer, perciò i Cananei abitarono in Ghezer in mezzo ad Efraim.

La città cananea fu conquistata nell'XI secolo aC. dall’eterno nemico degli israeliti: i Filistei. Entrò a far parte d’Israele solo al tempo di Salomone, assegnata a Manassiti (Gs 17, 11-12)

Il nome di Bet Shean è legato anche alla famosa battaglia degli Israeliti contro i Filistei sul vicino monte Ghilboa: i corpi morti di Re Saul e dei suoi figli Jonathan, Abinadab e Malchi-Sua furono appesi sulle pareti delle mura di Beit Shean (1 Samuele 31:10).

1 Samuele 31, 1-6; 10-13: 1 Ora i filistei combattevano contro Israele, e gli uomini d’Israele si diedero alla fuga d’innanzi ai filistei, e cadevano uccisi sul monte Ghilboa. 2  E i filistei incalzavano Saul e i suoi figli; e i filistei abbatterono infine Gionatan, Abinadab e Malchi-Sua, figli di Saul. 3  E il combattimento si intensificò contro Saul, e i tiratori, gli arcieri, alla fine lo trovarono e fu gravemente ferito dai tiratori. 4  Quindi Saul disse al suo scudiero: “Trai la tua spada e trafiggimi con essa, affinché questi incirconcisi non vengano e certamente mi trafiggano e mi trattino in maniera ingiuriosa”. E il suo scudiero non volle, perché aveva molto timore. Saul prese dunque la spada e si gettò su di essa. 5  Quando il suo scudiero vide che Saul era morto,+ allora si gettò anche lui sulla sua propria spada e morì con lui. 6  Così quel giorno Saul e i suoi tre figli e il suo scudiero, sì, tutti i suoi uomini, morirono insieme. […]

 10  Infine misero la sua armatura [di Saul] nella casa delle immagini di Astoret, e fissarono il suo cadavere alle mura di Bet-San.  11  E riguardo a lui, gli abitanti di Iabes-Galaad udivano ciò che i filistei avevano fatto a Saul. 12  Immediatamente tutti gli uomini valorosi si levarono e camminarono tutta la notte e presero il cadavere di Saul e i cadaveri dei suoi figli dalle mura di Bet-San e vennero a Iabes e qui li bruciarono. 13  Presero quindi le loro ossa e le seppellirono sotto il tamarisco a Iabes, e digiunarono per sette giorni.

A proposito di questo evento triste, re David ha cantato il suo lamento, che è uno dei poemi più conosciuti e commoventi della Bibbia (2 Samuele 1: 17-27). Nella sua poesia David rende omaggio al re Saul e a Jonathan, il suo migliore amico.

2 Samuele 1, 17-27: 17 Allora Davide intonò questo lamento su Saul e suo figlio Giònatan 18 e ordinò che fosse insegnato ai figli di Giuda. Ecco, si trova scritto nel Libro del Giusto:

19 «Il tuo vanto, Israele,
sulle tue alture giace trafitto!
Perché sono caduti gli eroi?
20 Non fatelo sapere in Gat,
non l'annunziate per le vie di Ascalon,
non ne faccian festa le figlie dei Filistei,
non ne esultino le figlie dei non circoncisi!
21 O monti di Gelboe, non più rugiada né pioggia su di voi
né campi di primizie,
perché qui fu avvilito lo scudo degli eroi,
lo scudo di Saul, non unto di olio,
22 ma col sangue dei trafitti, col grasso degli eroi.
L'arco di Giònatan non tornò mai indietro,
la spada di Saul non tornava mai a vuoto.
23 Saul e Giònatan, amabili e gentili,
né in vita né in morte furon divisi;
erano più veloci delle aquile,
più forti dei leoni.
24 Figlie d'Israele, piangete su Saul,
che vi vestiva di porpora e di delizie,
che appendeva gioielli d'oro sulle vostre vesti.
25 Perché son caduti gli eroi
in mezzo alla battaglia?
Giònatan, per la tua morte sento dolore,
26 l'angoscia mi stringe per te,
fratello mio Giònatan!
Tu mi eri molto caro;
la tua amicizia era per me preziosa
più che amore di donna.
27 Perché son caduti gli eroi,
son periti quei fulmini di guerra?».

Durante il periodo greco-romano fu chiamata Scythopolis, "La città degli Sciti", probabilmente per la cavalleria scita presente nell'esercito di Tolomeo II. Gli Sciti furono una popolazione nomade di origine indoeuropea iranica della zona della Siberia meridionale. La principale fonte della storia degli Sciti è il libro IV delle Storie di Erodoto. Il territorio della Scizia fu invaso da Dario I di Persia durante la campagna di riunificazione di tutte le popolazioni iraniche.

Nel II secondo II a.C., i Seleucidi dettero alla città il nome aggiuntivo di "Nysa", in onore di una delle nutrici del dio Dioniso, che secondo una parte della mitologia era nata lì. O secondo altre interpretazioni in onore delle compagne (Nisas) del divino Nisos (dio-Nisos).

Nel 63 a.C. Pompeo la dichiarò “città libera” e la unì alla Decapoli del Levante (o lega delle 10 città: Damasco, Filadelfia, Rafana, Scitopoli, Gadara, Ippo, Dio, Pella, Gerasa, Canata). L’insediamento urbano presente fu spostato dal colle e trasferito nella parte piana ai piedi del Tel. È durante il periodo romano che la città raggiunse il maggior sviluppo grazie ad una fiorente industria tessile e all’agricoltura. Di questa prosperità resta traccia nella grande strada lastricata con colonne, nella piazza semicircolare, nei vari templi e soprattutto nel teatro romano, uno tra i meglio conservati in Israele. Fu realizzato sotto Settimio Severo verso la fine del II secolo d.C. Con una capienza di circa 5000 spettatori, la parte più bassa della struttura semicircolare venne scavata direttamente nella collina e la parte alta poggia su una massiccia muratura.

Questa è l’immagine della città agli occhi di Gesù, punto di passaggio obbligato per Gerusalemme sia da Nazareth che dal lago di Tiberiade, distanti entrambe sui 40 km. Da Scitopoli Gesù aveva due strade per recarsi a Gerusalemme: la via diretta a sud attraverso la Samaria o la via più a est, attraverso la valle del Giordano raggiungendo Pella, un’altra città della Decapoli (Luca 17, 11).

Con la conquista musulmana riprese l’antico nome di Beisan, ritornato poi Bet-She’an nell’ultimo periodo israeliano.

Nell’ VIII secolo d.C. fu distrutta da un potente terremoto e abbandonata. Successivamente si insediò un modesto accampamento arabo.

Gli ultimi scavi archeologici nella zona hanno portato alla luce un’altra collina, Tel Rehov, che si trova a 5 chilometri a sud di Bet Shean e il suo Tel Al-Hoson. Il suo nome non è menzionato nella Bibbia, ma le scoperte fatte hanno evidenziato che si trattava di una città principale nel periodo cananeo e monarchico. I reperti rinvenuti sono stati molto abbondanti: oggetti interessanti di cananei, filistei e israeliti e resti di edifici che risalgono ai tempi di Davide e Salomone e dei re della Monarchia divisa dopo di loro, Omri e Achab (sec. XI-X sec. AC).
Questo Tel è molto più grande di quello di Beit Shean e uno dei più grandi in Israele.

Tel Rehov fu distrutto dall'invasione assira nel 732 a.C. Dopo questo periodo il Tel non fu più abitato.

Lasciando anche noi Bet-Shean, nella prossima tappa ci avvicineremo alla Samaria, raggiungendo Meghiddo.