Il Vangelo nei luoghi di Gesù - Antico Testamento

 

 

 

IL TEMPIO

1 Re 8, 1-13 (v.: N.T. Mt 21, 12-17 cacciata dei venditori dal Tempio) Crocifissione, morte

Salomone convocò in assemblea a Gerusalemme gli anziani di Israele, tutti i capitribù, i principi dei casati degli Israeliti, per trasportare l'arca dell'alleanza del Signore dalla città di Davide, cioè da Sion. Tutto Israele si radunò presso il re Salomone per la festa, nel mese di Etanim, cioè il settimo mese.

Presenti tutti gli anziani di Israele, l'arca del Signore fu sollevata e i sacerdoti e i leviti la trasportarono con la tenda del convegno e con tutti gli arredi sacri che erano nella tenda.
Il re Salomone e tutta la comunità di Israele, convenuta presso di lui, immolavano davanti all'arca pecore e buoi che non si contavano né si calcolavano. I sacerdoti introdussero l'arca dell'alleanza del Signore al suo posto nella cella del tempio, cioè nel Santo dei santi, sotto le ali dei cherubini. Difatti i cherubini stendevano le ali sopra l'arca; essi coprivano l'arca e le sue stanghe dall'alto. Le stanghe erano più lunghe, per questo le loro punte si vedevano dal Santo di fronte alla cella, ma non si vedevano di fuori; tali cose ci sono fino ad oggi. Nell'arca non c'era nulla se non le due tavole di pietra, che vi aveva deposte Mosè sull'Oreb, cioè le tavole dell'alleanza conclusa dal Signore con gli Israeliti quando uscirono dal paese d'Egitto.

Appena i sacerdoti furono usciti dal santuario, la nuvola riempì il tempio
e i sacerdoti non poterono rimanervi per compiere il servizio a causa della nube, perché la gloria del Signore riempiva il tempio.
Allora Salomone disse:
«Il Signore ha deciso di abitare sulla nube.
Io ti ho costruito una casa potente,
un luogo per la tua dimora perenne».


La parte superiore del monte Moria, compreso tra le alture di Betesda e l'Olef, tra il Cedron e il Tyropeon, è occupata dalla spianata del Tempio, vasta area di 500x300m. La cima, costituita dalla roccia sacra, è racchiusa sotto la cupola dorata (Qubbet as-Sakhra) della moschea di Omar. Tutta la spianata (in arabo Haram esh-Sherif) è, dopo la Mecca e Medina, il più importante e significativo luogo di preghiera per i musulmani.

Il Tempio era considerato dai Giudei il cuore della nazione e come tale fu legato a tutti gli avvenimenti della storia religiosa e politica del popolo ebreo.
- Il I Tempio fu costruito da Salomone del 969 a.C.; vi si svolse la vita liturgica fino al 587, anno in cui fu incendiato e scomparve l'Arca dell'Alleanza.
- Il II Tempio fu costruio tra il 515 e il 510 dopo il ritorno dall'esilio e grazie all'editto di Ciro di Persia (538). Restò in piedi fino ad Erode il Grande.
- Il III Tempio fu iniziato nel 20 a.C. e terminato nel 64 d.C. Costruito tutto in pietra e in varie parti rivestito d'oro, fu incendiato e distrutto in occasione della prima rivolta giudaica (70 d.C.)

La spianata dove sorgeva il Tempio è divenuta, dopo l'occupazione musulmana (638), luogo sacro islamico. L'unica parte rimista in piedi del Tempio Erodiano è il muro ovest, il cosidetto Muro del Pianto, luogo santo per eccellenza della religione giudaica.

Muro del Pianto

 


 

MAR MORTO

Gn 19, 1-11.17-25 - Sodoma e Gomorra (v.: Gn 14, 1-12 - Lot)  ...o del sale, o dell'Araba, o di Lot

I due angeli arrivarono a Sòdoma sul far della sera, mentre Lot stava seduto alla porta di Sòdoma. Non appena li ebbe visti, Lot si alzò, andò loro incontro e si prostrò con la faccia a terra. E disse: «Miei signori, venite in casa del vostro servo: vi passerete la notte, vi laverete i piedi e poi, domattina, per tempo, ve ne andrete per la vostra strada». Quelli risposero: «No, passeremo la notte sulla piazza». Ma egli insistette tanto che vennero da lui ed entrarono nella sua casa. Egli preparò per loro un banchetto, fece cuocere gli azzimi e così mangiarono.

Non si erano ancora coricati, quand'ecco gli uomini della città, cioè gli abitanti di Sòdoma, si affollarono intorno alla casa, giovani e vecchi, tutto il popolo al completo. Chiamarono Lot e gli dissero: «Dove sono quegli uomini che sono entrati da te questa notte? Falli uscire da noi, perché possiamo abusarne!». Lot uscì verso di loro sulla porta e, dopo aver chiuso il battente dietro di sé, disse: «No, fratelli miei, non fate del male! Sentite, io ho due figlie che non hanno ancora conosciuto uomo; lasciate che ve le porti fuori e fate loro quel che vi piace, purché non facciate nulla a questi uomini, perché sono entrati all'ombra del mio tetto». Ma quelli risposero: «Tirati via! Quest'individuo è venuto qui come straniero e vuol fare il giudice! Ora faremo a te peggio che a loro!». E spingendosi violentemente contro quell'uomo, cioè contro Lot, si avvicinarono per sfondare la porta. Allora dall'interno quegli uomini sporsero le mani, si trassero in casa Lot e chiusero il battente; quanto agli uomini che erano alla porta della casa, essi li colpirono con un abbaglio accecante dal più piccolo al più grande, così che non riuscirono a trovare la porta.

Dopo averli condotti fuori, uno di loro disse: «Fuggi, per la tua vita. Non guardare indietro e non fermarti dentro la valle: fuggi sulle montagne, per non essere travolto!». Ma Lot gli disse: «No, mio Signore! Vedi, il tuo servo ha trovato grazia ai tuoi occhi e tu hai usato una grande misericordia verso di me salvandomi la vita, ma io non riuscirò a fuggire sul monte, senza che la sciagura mi raggiunga e io muoia. Vedi questa città: è abbastanza vicina perché mi possa rifugiare là ed è piccola cosa! Lascia che io fugga lassù - non è una piccola cosa? - e così la mia vita sarà salva». Gli rispose: «Ecco, ti ho favorito anche in questo, di non distruggere la città di cui hai parlato. Presto, fuggi là perché io non posso far nulla, finché tu non vi sia arrivato». Perciò quella città si chiamò Zoar. Il sole spuntava sulla terra e Lot era arrivato a Zoar, quand'ecco il Signore fece piovere dal cielo sopra Sòdoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco proveniente dal Signore. Distrusse queste città e tutta la valle con tutti gli abitanti delle città e la vegetazione del suolo.


Il Mar Morto è un lago dalle caratteristiche uniche formatosi nell'era terziaria. La superficie è a 392m sotto il livello del mare Mediterraneo. E' lungo 80km e largo 16km ed è diviso dalla penisola detta el-Lisan in due parti disuguali: la parte nord raggiune una profondità di circa 400m e quella sud di circa 10m.

Oltre ai fiumi Giordano e Arnon, è alimentato da diverse sorgenti e, durante la stagione delle piogge, da molti torrenti. Nonostante riceva circa 6Ml di metri cubi d'acqua al giorno, il suo livello resta quasi sempre lo stesso a causa della forte evaporazione causata dalle alte temperature della zona. La salinità raggiunge il 25% rendendo impossibile qualsiasi forma di vita. Le sponde sono brulle ad eccezione di qualche oasi.
Importanti sono gli insediamenti industriali per l'estrazione del sodio, della potassa, del magnesio e dei solfatti. Sono sorti anche centri termali per sfruttare le sorgenti di acque solforose.

Il lago ha diversi nomi: nella Bibbia è chiamato "Mare di Sale", "Mare dell'Araba", "Mare orientale", "Mare della pianura"; Giuseppe Flavio lo chiama "Mare asfaltide". I beduini preferiscono chiamarlo "Mare di Lot".

La pentapoli con Sodoma e Gomorra occupava l'estremo limite sud del Mar Morto.

 


 

BETEL

A.T. Gn 28, 10-22 - Visione di Giobbe Terribilis est locus iste
Giacobbe partì da Bersabea e si diresse verso Carran. Capitò così in un luogo, dove passò la notte, perché il sole era tramontato; prese una pietra, se la pose come guanciale e si coricò in quel luogo. Fece un sogno: una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa.
Ecco il Signore gli stava davanti e disse: «Io sono il Signore, il Dio di Abramo tuo padre e il Dio di Isacco. La terra sulla quale tu sei coricato la darò a te e alla tua discendenza. La tua discendenza sarà come la polvere della terra e ti estenderai a occidente e ad oriente, a settentrione e a mezzogiorno. E saranno benedette per te e per la tua discendenza tutte le nazioni della terra. Ecco io sono con te e ti proteggerò dovunque tu andrai; poi ti farò ritornare in questo paese, perché non ti abbandonerò senza aver fatto tutto quello che t'ho detto».

Allora Giacobbe si svegliò dal sonno e disse: «Certo, il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo». Ebbe timore e disse: «Quanto è terribile questo luogo! Questa è proprio la casa di Dio, questa è la porta del cielo». Alla mattina presto Giacobbe si alzò, prese la pietra che si era posta come guanciale, la eresse come una stele e versò olio sulla sua sommità. E chiamò quel luogo Betel, mentre prima di allora la città si chiamava Luz. Giacobbe fece questo voto: «Se Dio sarà con me e mi proteggerà in questo viaggio che sto facendo e mi darà pane da mangiare e vesti per coprirmi, se ritornerò sano e salvo alla casa di mio padre, il Signore sarà il mio Dio. Questa pietra, che io ho eretta come stele, sarà una casa di Dio; di quanto mi darai io ti offrirò la decima».


Antica città a 19 km a nord di Gerusalemme chiamata Luz ed importanta luogo di culto cananeo. Abitato fin dal III millennio a.C., vi sono stati trovati 12 strati d'insediamenti umani.

Il ricordo di Betel, legato in modo particolare ai patriarchi, segna una tappa fondamentale nella storia della salvezza.

 


 

CARMELO

A.T. 1 Re 18, 20-40 - Elia e i profeti di Baal Giardino

Acab convocò tutti gli Israeliti e radunò i profeti sul monte Carmelo.
Elia si accostò a tutto il popolo e disse: «Fino a quando zoppicherete con i due piedi? Se il Signore è Dio, seguitelo! Se invece lo è Baal, seguite lui!». Il popolo non gli rispose nulla. Elia aggiunse al popolo: «Sono rimasto solo, come profeta del Signore, mentre i profeti di Baal sono quattrocentocinquanta. Dateci due giovenchi; essi se ne scelgano uno, lo squartino e lo pongano sulla legna senza appiccarvi il fuoco. Io preparerò l'altro giovenco e lo porrò sulla legna senza appiccarvi il fuoco. Voi invocherete il nome del vostro dio e io invocherò quello del Signore. La divinità che risponderà concedendo il fuoco è Dio!». Tutto il popolo rispose: «La proposta è buona!».

Elia disse ai profeti di Baal: «Sceglietevi il giovenco e cominciate voi perché siete più numerosi. Invocate il nome del vostro Dio, ma senza appiccare il fuoco». Quelli presero il giovenco, lo prepararono e invocarono il nome di Baal dal mattino fino a mezzogiorno, gridando: «Baal, rispondici!». Ma non si sentiva un alito, né una risposta. Quelli continuavano a saltare intorno all'altare che avevano eretto.
Essendo già mezzogiorno, Elia cominciò a beffarsi di loro dicendo: «Gridate con voce più alta, perché egli è un dio! Forse è soprappensiero oppure indaffarato o in viaggio; caso mai fosse addormentato, si sveglierà». Gridarono a voce più forte e si fecero incisioni, secondo il loro costume, con spade e lance, fino a bagnarsi tutti di sangue.
Passato il mezzogiorno, quelli ancora agivano da invasati ed era venuto il momento in cui si sogliono offrire i sacrifici, ma non si sentiva alcuna voce né una risposta né un segno di attenzione.

Elia disse a tutto il popolo: «Avvicinatevi!». Tutti si avvicinarono. Si sistemò di nuovo l'altare del Signore che era stato demolito. Elia prese dodici pietre, secondo il numero delle tribù dei discendenti di Giacobbe, al quale il Signore aveva detto: «Israele sarà il tuo nome». Con le pietre eresse un altare al Signore; scavò intorno un canaletto, capace di contenere due misure di seme. Dispose la legna, squartò il giovenco e lo pose sulla legna. Quindi disse: «Riempite quattro brocche d'acqua e versatele sull'olocausto e sulla legna!». Ed essi lo fecero. Egli disse: «Fatelo di nuovo!». Ed essi ripeterono il gesto. Disse ancora: «Per la terza volta!». Lo fecero per la terza volta. L'acqua scorreva intorno all'altare; anche il canaletto si riempì d'acqua. Al momento dell'offerta si avvicinò il profeta Elia e disse: «Signore, Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, oggi si sappia che tu sei Dio in Israele e che io sono tuo servo e che ho fatto tutte queste cose per tuo comando. Rispondimi, Signore, rispondimi e questo popolo sappia che tu sei il Signore Dio e che converti il loro cuore!». Cadde il fuoco del Signore e consumò l'olocausto, la legna, le pietre e la cenere, prosciugando l'acqua del canaletto. A tal vista, tutti si prostrarono a terra ed esclamarono: «Il Signore è Dio! Il Signore è Dio!». Elia disse loro: «Afferrate i profeti di Baal; non ne scappi uno!». Li afferrarono. Elia li fece scendere nel torrente Kison, ove li scannò.

 

Il Carmelo è formato da una catena montuosa che parte dalla città di Haifa sul Mediterraneo e si inoltra per 25km nella pianura di Esdrelon in direzione sud-est. L'esplorazione delle numerose grotte persenti nel lato verso il mare, ha fatto scoprire circa una decina di scheletri umani (definiti dell'Uomo del Carmelo) e abbondante materiale litico risalente all'epoca preistorica.

Il Carmelo entra nella storia con la vittoria sui Cananei da parte del faraone Tutmosis III nel 1479 a.C. Ritenuto sacro fin dalla più remota antichità, dai Cananei era chiamato il Capo Santo e dai Greci la Sacra Montagna di Zeus. Il culto pagano veniva praticato nella grotta dedicata ad Adone; in seguito detto culto fu sostituito dal ricordo del profeta Elia: sulla cima sud-est sorge un santuario a memoria del sacrificio causato dalla lotta tra Elia ed i profeti di Baal.

Fin dai primi secoli del Cristianesimo le grotte del Carmelo divennero dimora di anacoreti. Al tempo dei crociati con la nascita dell'ordine dei Carmelitani, figli spirituali di Elia, il Carmelo conobbe un periodo di intensa vita mistica e spirituale. Abbandonato nel 1291 con la caduta del regno latino, i Carmelitani vi fecero ritorno nel 1631. Il convento attuale del 1827-1851, fu costruito intorno alla grotta di Elia.

 

 


 

GERICO

Gs 6,1-16 - Caduta delle mura (v.: N.T. Lc 19,1-10 - Zaccheo) La città

Ora Gerico era saldamente sbarrata dinanzi agli Israeliti; nessuno usciva e nessuno entrava. Disse il Signore a Giosuè: «Vedi, io ti metto in mano Gerico e il suo re. Voi tutti prodi guerrieri, tutti atti alla guerra, girerete intorno alla città, facendo il circuito della città una volta. Così farete per sei giorni. Sette sacerdoti porteranno sette trombe di corno d'ariete davanti all'arca; il settimo giorno poi girerete intorno alla città per sette volte e i sacerdoti suoneranno le trombe. Quando si suonerà il corno dell'ariete, appena voi sentirete il suono della tromba, tutto il popolo proromperà in un grande grido di guerra, allora le mura della città crolleranno e il popolo entrerà, ciascuno diritto davanti a sé».

Giosuè, figlio di Nun, convocò i sacerdoti e disse loro: «Portate l'arca dell'alleanza; sette sacerdoti portino sette trombe di corno d'ariete davanti all'arca del Signore». Disse al popolo: «Mettetevi in marcia e girate intorno alla città e il gruppo armato passi davanti all'arca del Signore». Come Giosuè ebbe parlato al popolo, i sette sacerdoti, che portavano le sette trombe d'ariete davanti al Signore, si mossero e suonarono le trombe, mentre l'arca dell'alleanza del Signore li seguiva;
l'avanguardia precedeva i sacerdoti che suonavano le trombe e la retroguardia seguiva l'arca; si procedeva a suon di tromba. Al popolo Giosuè aveva ordinato: «Non urlate, non fate neppur sentire la voce e non una parola esca dalla vostra bocca finché vi dirò: Lanciate il grido di guerra, allora griderete». L'arca del Signore girò intorno alla città facendo il circuito una volta, poi tornarono nell'accampamento e passarono la notte nell'accampamento.

Di buon mattino Giosuè si alzò e i sacerdoti portarono l'arca del Signore;
i sette sacerdoti, che portavano le sette trombe di ariete davanti all'arca del Signore, avanzavano suonando le trombe; l'avanguardia li precedeva e la retroguardia seguiva l'arca del Signore; si marciava a suon di tromba. Girarono intorno alla città, il secondo giorno, una volta e tornarono poi all'accampamento. Così fecero per sei giorni. Al settimo giorno essi si alzarono al sorgere dell'aurora e girarono intorno alla città in questo modo per sette volte; soltanto in quel giorno fecero sette volte il giro intorno alla città. Alla settima volta i sacerdoti diedero fiato alle trombe e Giosuè disse al popolo: «Lanciate il grido di guerra perché il Signore mette in vostro potere la città».

GERICO PRIMITIVA
L'antica città sorgeva presso la fontana di Eliseo a 37 km a nord-est di Gerusalemme. Essendo stata fondata prima dell'8000 a.C. sembra che sia da ritenersi la più antica città del mondo. E dei vari millenni è rimasta traccia:
8000-7000: resti di un santuario, prima costruzione in pietra finora conosciuta, e la più antica torre fortificata di 9m di diametro;
7000-6000: resti di costruzioni in mattoni e lavorazioni di creta;
6000-3000: varie invasioni e distruzioni. Invenzione della ceramica;
3000-1500: importante nodo stradale per le carovane; nel 1850 circa, la città è occupata dai Cananei;
1500-1200: ridotta ad mucchio di rovine, è occupata dagli Israeliti fino all'avvento di Erode il Grande.


dalla GERICO ERODIANA alla MODERNA
La città sorgeva allo sbocco del wadi el-Kelt, parecchi km a sud della primitiva Gerico. Erode il Grande, dopo averla arricchita di ippodromo, teatro, piscine e ville lussuose, la fece sua residenza invernale. Quì egli morì nel 4 a.C.villaggio periferia

La località costituiva centro di raduno di pellegrini che in occasione delle feste salivano a Gerusalemme. Durante il periodo bizzantino fu ricca di chiese e monasteri. Il suo declino cominciò con l'invasione di Cosroe (614).

La Gerico moderna sorge sulle rovine di quella bizantina e crociata. La rinascita è cominciata nel XVIII sec.