Transito di SAN FRANCESCO

 

Un gemito mi sale dal cuore. Colui, che era la nostra consolazione, se ne è andato lontano;

colui che ci portava tra le sue braccia come agnelli, si è recato in una regione lontana!

“Il padre e fratello nostro Francesco è tornato al Signore nella prima ora della notte

che precede il 4 ottobre, di domenica”. (FF 312) Frate Elia a tutto l’Ordine francescano.

 “Erano passati due anni dall’impressione delle stimmate e vent’anni dalla sua conversione. Egli chiese che lo portassero a Santa Maria della Porziuncola: voleva pagare il suo debito alla morte e avviarsi al premio della ricompensa eterna, proprio là dove,ad opera della vergine madre di Dio, aveva concepito lo spirito di conversione e di grazia. Condotto al luogo predetto, per mostrare con l’autenticità dell’esempio che nulla Egli aveva in comune col mondo, durante quella malattia che mise fine ad ogni infermità, si pose tutto nudo sulla terra: voleva in quell’ora estrema, lottare nudo con il nemico nudo…

Da pochi giorni riposava in quel luogo tanto bramato, e sentendo che l’ora della morte era ormai imminente, chiamò a sé due suoi frati e figli prediletti, perché a una voce cantassero le lodi al Signore con animo gioioso per l’approssimarsi della morte, anzi della vera vita. Egli poi come potè, intonò il Salmo di Davide. “Con la mia voce al Signore grido aiuto, con la mia voce supplico il Signore.” Uno dei frati che lo assistevano, molto caro al santo e molto più sollecito di tutti i frati,vedendo questo e conoscendo che la fine era vicina, gli disse: “Padre amato, già i tuoi figli stanno per rimanere orfani e privi della luce dei loro occhi! Ricordati dei figli che lasci orfani, perdona tutte le nostre colpe e dona ai presenti e agli assenti il conforto della tua benedizione”. E Francesco: “Ecco, Dio mi chiama, figlio. Ai mie frati presenti e assenti, perdono tutte le offese e i peccati e tutti li assolvo, per quanto posso, e tu, annunciando questo, benedicili da parte mia”.

Poi si fece portare il libro dei Vangeli pregando che gli fosse letto il brano del Vangelo secondo Giovanni che inizia con le parole: “Sei giorni prima della pasqua, sapendo Gesù che era giunta l’ora di passare da questo mondo al Padre….” Questo stesso passo si era proposto di leggergli il ministro, ancor prima di averne l’ordine, e lo stesso si presentò alla prima apertura del libro, sebbene quel volume contenesse tutta intera la Bibbia. E dato che presto sarebbe diventato terra e cenere volle che gli si mettesse indosso il cilicio e venisse cosparso di cenere.

E mentre molti frati di cui era padre e guida stavano raccolti ivi con riverenza e attendevano il beato” transito “ e la benedetta fine, quell’anima santissima si sciolse dalla carne per salire nell’eterna luce, e il corpo si addormentò nel Signore. Uno dei suoi frati e discepoli, molto celere, vide l’anima del santissimo Padre, salire dritta al cielo al di sopra di molte acque; ed era come una stella, grande come la luna, splendente come il sole e trasportata da una candida nuvoletta”.

 

O Santissima anima mentre sali alla gloria del cielo i beati ti corrono incontro gli angeli

esultano in coro, la Trinità gloriosa ti invita dicendo: “Rimani con noi in eterno”

 

CANTICO DELLE CREATURE

Altissimu, onnipotente bon Signore,
Tue so' le laude, la gloria e l'honore et omne benedictione.

Ad Te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie, mi' Signore cum tucte le Tue creature,
spetialmente messor lo frate Sole,
lo qual è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si', mi Signore, per sora Luna e le stelle:
in celu l'ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si', mi' Signore, per frate Vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento.

Laudato si', mi Signore, per sor'Acqua.
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si', mi Signore, per frate Focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si', mi Signore, per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti fior et herba.

Laudato si', mi Signore,

per quelli che perdonano per lo Tuo amore
et sostengono infrmitate et tribulatione.

Beati quelli ke 'l sosterranno in pace,
ka da Te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato si' mi Signore, per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no 'l farrà male.

Laudate et benedicete mi Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitate.